Negli ultimi tempi, il settore dell’ospitalità in Italia ha attraversato cambiamenti repentini e intensi. Nei grandi centri urbani, ad esempio, si nota un calo nel ricorso agli alberghi tradizionali, un tempo punti fermi del turismo del Belpaese. Ora, il pubblico preferisce soluzioni più adatte a soggiorni brevi e con maggiore elasticità. Questi mutamenti non riguardano solo la quantità: la struttura stessa dell’offerta turistica si sta trasformando, con effetti visibili soprattutto in città come Roma o Milano, e ovviamente nelle località più frequentate. Insomma, la ristorazione pare restare uno degli ambiti più stabili, legato com’è alle occasioni di incontro durante l’anno.
Il calo degli alberghi e l’impatto delle normative
Negli ultimi cinque anni il numero di hotel attivi in tutta Italia si è ridotto di più del 5%: circa 1.600 imprese in meno. La situazione varia da regione a regione – nel Lazio, ad esempio, la contrazione supera il 13%, mentre Marche e Molise mostrano cali tra il 10 e il 13%. Un dettaglio non da poco riguarda le normative vigenti – spesso pesanti per il settore tradizionale – che mettono sotto pressione soprattutto chi gestisce strutture storiche o di dimensioni maggiori. Questi vincoli, poco equilibrati, rendono la gestione quotidiana più complicata causando in molti casi l’uscita dal mercato di imprese consolidate.

Ma non si tratta solo di leggi: il modo di viaggiare è cambiato, e con esso le preferenze. C’è una domanda crescente di alloggi rapidi e flessibili, spesso in zone urbane o località turistiche di primo piano. Ed ecco il perché del boom delle strutture extra-alberghiere nelle città, nate in risposta a questa nuova concezione dell’ospitalità – alquanto dinamica. Dunque, l’offerta tradizionale si ridimensiona, mentre nuove formule guadagnano terreno.
Crescita degli affitti brevi e stabilità della ristorazione
Il segmento degli affitti brevi sta vivendo un’espansione notevole, soprattutto in contesti come quelli di città a forte richiamo turistico. Nessuno lo nega, la domanda è sempre più orientata verso soluzioni agili, difficilmente soddisfatte dalle classiche strutture alberghiere. Frequentatori abituali noteranno un incremento di appartamenti ammobiliati, B&B e alternative legate alla sharing economy: modelli che giocano sulla capacità di adattarsi velocemente, e spesso più economici rispetto agli hotel.
In mezzo a queste trasformazioni, resta solida la ristorazione. Ristoranti e locali non perdono terreno, intercettando una domanda affidabile—quella legata alle occasioni di socialità: festività, ricorrenze, momenti conviviali. Così, si mantiene un equilibrio interessante, tra la nuova offerta di alloggi e la tradizionale gastronomia, che rende unica – e variegata – l’esperienza turistica italiana.
Chi vive lontano dai circuiti più turistici potrebbe non accorgersi, ma queste tendenze influenzano anche l’economia locale e lo stile di vita nelle città. Gli spazi destinati ai soggiorni brevi trasformano quartieri e dinamiche urbane. Parallelamente, la ristorazione resta un punto di riferimento, per residenti e visitatori. Insomma, è un quadro in evoluzione continua, che sta ridisegnando – pezzo dopo pezzo – il volto dell’accoglienza nel nostro paese.